“Secondo Stato” la personale di Maurizio Pierfranceschi

Dal 21 febbraio al 30 marzo 2026, la galleria Blocco 13 di Roma ospita la personale di Maurizio Pierfranceschi intitolata Secondo stato. L’esposizione nasce da una rielaborazione di un quadro storico dell’artista, Il risveglio, modificato nel formato e nel contenuto rispetto alla versione originaria. L’intervento segna l’apertura di un processo di continua trasformazione delle opere, in cui il passato rientra nel presente e personaggi usciti di scena assumono nuovi ruoli all’interno di un vero e proprio lavoro in progress.

Al centro dell’allestimento interno, un dittico sulla parete sinistra della galleria raffigura una figura dormiente, capace di generare immagini oniriche che trovano corrispondenza in altri dipinti e disegni esposti, creando un filo conduttore tra sogno e realtà. La dimensione intima dei lavori a parete, spesso ambientati in contesti domestici, si riflette nell’installazione collocata nel cortile affacciato su via Pigafetta. Qui, tra i tronchi dei ligustri, Pierfranceschi ha realizzato un’opera in ferro e gesso concepita appositamente per lo spazio, rielaborando il tema dell’albero, ricorrente nella sua ricerca artistica. L’installazione dialoga con la pittura esposta all’interno e conferma l’interesse dell’autore, tra i fondatori di Blocco 13, per la relazione tra scultura e pittura, un’idea di contaminazione continua tra forma plastica e immagine dipinta.

Il percorso espositivo si inserisce in una continuità concettuale con le personali precedenti di Pierfranceschi. Tra queste, Opere su carta del 2023 allo Hyunnart Studio di Roma e l’antologica Muta e mutevole, chiusa a fine 2024 al Mattatoio, che hanno mostrato il dialogo tra pittura e scultura come cifra stilistica dell’artista. Nell’installazione esterna, le sculture emergono dal terreno del cortile come piccole divinità domestiche, suggerendo la presenza di un inconscio che interagisce con il contesto urbano della Garbatella, dove passanti e visitatori possono cogliere frammenti di immagini intime e fragili. In questo senso, il Secondo stato allude tanto alla trasformazione materiale delle opere quanto alla dimensione del sogno che convive con quella della veglia. La mostra è accompagnata da un testo critico di Luca Pietro Nicoletti e da una breve introduzione di Carlo Alberto Bucci, raccolti in una pubblicazione che sarà presentata successivamente all’inaugurazione. Il volume documenta l’installazione delle opere esposte e quelle realizzate per la galleria di via Benzoni 13.